
Articolo scritto
da fabrizio
Telecom Italia conferma le attese bucando dal basso verso l’alto il canale di volatilità portandosi a contatto con la successiva resistenza evidenziata dalla lunga candela nera del 25 febbraio scorso, la quale per ora ha costretto il titolo in stretto range, offrendo il proseguimento del tratto rialzista solo a superamento di quota 0.98, confermandola in chiusura di giorno che faciliterebbe prima il pull back sulla gann discendente di colore viola atteso in area 1.0220-1.0290, e in secondo momento se si confermerà sopra 1.0320 di attaccare l’importante resistenza sistemata tra 1.04-1.05 euro. Il superamento di quest’ultima quota, confermando di avere la forza di passare a rialzo 1.06 permetterà a Telecom di andare a copertura di un gap down lasciato aperto in apertura dell’11/02/2009 sistemato tra 1.072-1.08 euro. A questo punto, per proseguire nello sviluppo rialzista, Telecom dovrà dimostrare di avere carburante per scardinare l’ostica resistenza a 1.0930-1.109, sopra la quale il movimento rialzista in accelerazione si proietterà dentro la mob-resistenza sistemata tra 1.162-1.1950, trovando maggiore attrito tra 1.175-1.183 euro. Decisivo per Telecom per confermare la figura di doppio minimo presente sul grafico daily, e buttare alle spalle questa fase prolungata di ritracciamento, sarà il superamento confermato in chiusura di giorno della mob, confermandosi sopra 1.20, il cui potenziale rialzista è atteso a copertura di un gap down di notevole importante sistemato tra 1.64-1.662, dove il titolo troverà sicure prese di profitto.
Al contrario, il primo tratto di debolezza il titolo lo disegnerà con la perdita del supporto offerto dal ritracciamento Fibonacci di onda4 del 50% del tratto tra onda2 e onda3 equivalente all’area 0.91-0.90, sotto la quale il movimento porterà il titolo prima, sul successivo sistemato tra 0.88-0.87, e in secondo momento in parte basse del canale di volatilità a verifica del minimo fatto segnare il 9 marzo a 0.76 euro. Segnale decisamente negativo per Telecom sarà la perdita del supporto a 0.75 che metterà sotto pressione l’area di minimo di ottobre 2008 tra 0.73-0.71, anello portante della struttura rialzista in atto, sotto il quale riprenderebbe forza il trend ribassista aprendo la strada a più importanti significativi minimi.
L’analisi grafica degli oscillatori di forza relativa e di tendenza conferma il movimento di rafforzamento del titolo dal minimo fatto segnare a 0.76 euro, con la necessità di prolungare il tratto sopra la prima resistenza a 0.98-0.984 per evitare l’ingolfamento e ripristinare la fase discendente di lungo periodo.
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Peccato che siamo ridotti cosi , pero’ non vorrei che con questo messaggio non lascia spazio all’ottimismo se non si prendono subito dei provvedimenti…
Qui c’e’ da sperare che dia almeno il dividendo se non si riesce a catturare l’interesse degli utenti.Poi del cloud non si e’ piu’ parlato , quello sarebbe un buon profitto se tutti abbandonassero l’hard disc , ma mi sa che e’ ancora troppo presto .
quello che manca è una politica verso la banda larga, non vedi che abbiamo un governo che non riesce a trovare gli 800mln promessi mentre butta dalla finestra miliardi di euro per le quote latte o per salvare la grecia e peggio ancora per favorire la cricca. Per ora è un governo fallimentare sul fronte sviluppo e tit paga le conseguenze..
Cmq è inutile, questa è la strada e prima o poi anche noi Italiani faremo a gara per avere l’adsl più veloce…Berna lo sa, per questo non molla la rete e la difende a dentri stretti….
vedi che berna faceva riferimento al fatto che i clienti non sono disposti a pagare un plus se non si hanno servizi che necessitano una banda ultra larga..quindi occorre prima commercializzare prodotti che usano quel tipo di banda prima di avere una richiesta che giustifichi degli investimenti immediati in tal senso…
Si in pratica da una parte cerca di smuovere per migliorare la banda larga e dall’altra incoraggia le aziende a cercare soluzioni per attirare potenziali consumatori.
guarda qua’ appena menzionato
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Trento, 24 giu – L’industria dell’intera rete web “sta andando molto male in due settori: sicurezza e protezione dei dati”. Ed e’ su questi due punti critici che, secondo Franco Bernabe’, presidente esecutivo di Telecom Italia, bisognera’ lavorare in futuro. Rispetto al primo problema, ha ricordato durante il suo intervento all”Innovation Workshop’ che si e’ aperto stamani a Trento, “recentemente abbiamo assistito a quello che abbiamo chiamato la ‘Fukushima del settore email’”, ovvero il furto di milioni di email che ha interessato grandi gruppi tra i quali Jp Morgan, McKinsey, Mark & Spencer. “In futuro – secondo il manager – ci sara’ sicuramente maggiore domanda di sicurezza, sia dai privati sia dalle imprese e, soprattutto, nel cloud computing”. La seconda questione e’ la protezione dei dati: Bernabe’ ha spiegato che potrebbe esserci “una domanda crescente per soluzioni che permettano a utenti e aziende di riguadagnare un controllo sui dati personali che vogliono condividere” con altre utenti su internet (vedi social network). “Per una volta – ha concluso – gli operatori di telecomunicazione non corrono nemmeno il rischio di vedere una cannibalizzatone dei servizi ma piuttosto possono iniziare a creare valore andando a intaccare il fatturato degli ‘over the top’”. Man-
io per esempio,appartenendo a una zona con meno di 15000 abitanti fino a poco tempo fa alice offriva una massima velocità a7mega, ora ho sottoscritto la internet plus di alice e riesco a viaggiare a 10mega ma presto sarà a 20 e un 1 mega in upload..così ora posso vedere tranquillamente tv con pieno carico del pc ..al modico prezzo di 4 euro in più al mese..
infatti si cerca di trovare un nuovo filone per incrementare utili e uscire dall’aspirale dei prezzi al ribasso, vero dramma per ora della TLC…
nota l’andamento degli scambi su tit nel momento in cui il fib ha ripreso 19800, la mano venditrice si è fatta insistente proprio per evitare che possa salire sopra 0.925 e perdere il controlo dello short..è una battaglia …
F Dow Jones 24.06 10:42 – Tlc: Bernabe’, elettronica consumo guida domanda mercato
Dowjones
MILANO (MF-DJ)–”Nonostante la visione pessimistica dei mercati finanziari, penso che ci siano aree inesplorate che potranno consentire la rinascita del nostro settore. Se guardiamo allo scenario di mercato odierno, cio’ che guida la domanda dei consumatori e la crescita della quantita’ di banda richiesta e’ l’elettronica di consumo. Ed e’ proprio questo il motivo per cui c’e’ piu’ dinamismo nel mobile piuttosto che nel fisso”.
Lo ha dichiarato il presidente di Telecom I., Franco Bernabe’, durante l’Innovation Workshop di Trento, precisando che la necessita’ di una rete mobile veloce ed efficiente e’ dovuta alla massiccia presenza di iPhone e iPad. E un ulteriore diffusione di tablet Pc, apparecchi mobili e smart phone tra i 70 e i 200 euro accentuera’ questa tendenza. alb alberto.chimenti@mfdowjones.it
(END) Dow Jones Newswires
June 24, 2011 04:42 ET (08:42 GMT)
Si infatti la manina come ti dicevo l’altro giorno e’ ancora presente …vergognoso direi.
il fatto è che tutti sanno qual è la mano ma lasciano fare….quello che è vergognoso sono le autorità davvero disarmanti….
evidentemenete Fabri come gia’ ne abbiamo parlato hanno ancora il potere in mano , non so chi si potra’ opporre a questo scempio.
vedi mo, questo è il mercato globale, non conta se una società è buona o cattiva conta solo essere sotto le ali di queste grandi banche d’affari che a loro piacimento avvisano per tempo chi di dovere e fanno salire questo piuttosto che l’altro titolo. Se poi, metti in conto che loro hanno i conti in chiaro, operano in un conflitto d’interesse, con questi software che anticipano gli ordini immessi per millesecondi prima della massa si è detto tutto…
cmq sia chiaro ,tutto questo può accadere in un mercato tendenzialmente ribassita, caratterizzato da volumi molto bassi, perchè in mercati toro sarebbe davvero difficile con 50-60 milioni di scambi si possa pensare di far fare al titolo quello che si vede fare su tit, saresti travolto…
quindi occorre tempo e passare da un mercato negativo a uno toro, nel frattempo questo è il momento di accumulare…
Ok grazie per le delucidazioni , ch eogni tanto ti faccio rispolverare
MF Dow Jones 24.06 11:52 – Tlc: Bernabe’, over the top non hanno vinto la battaglia
Dowjones
MILANO (MF-DJ)–”Nonostante il mondo finanziario creda che la battaglia tra gli operatori di telecomunicazioni e gli over the top (ad esempio Google e Facebook, ndr) sia stata vinta da questi ultimi, ci sono mercati nei quali gli over the top fino ad ora hanno fallito nel creare valore. Mercati che sono particolarmente adatti al business infrastrutturale” degli operatori di rete.
Lo ha dichiarato il presidente di Telecom I., Franco Bernabe’, durante l’Innovation Workshop di Trento. alb alberto.chimenti@mfdowjones.it
(END) Dow Jones Newswires
MF Dow Jones 24.06 16:11 – Tlc: Bernabe’; passi avanti in tavolo Romani, valuteremo
Dowjones
MILANO (MF-DJ)–”Dal tavolo Romani sono arrivate delle indicazioni che rappresentano un passo avanti. Le stiamo esaminando e esprimeremo i nostri commenti che diremo al ministro nei tempi previsti, entro la fine della prossima settimana”.
Lo ha dichiarato il presidente di Telecom I., Franco Bernabe’, a margine dell’Innovation Workshop a Trento, ribadendo che “ci sono stati passi avanti, come ad esempio l’inclusione del principio di sussidiarieta’”. alb alberto.chimenti@mfdowjones.it
(END) Dow Jones Newswires
June 24, 2011 10:11 ET (14:11 GMT)
© 2011 MF-Dow Jones News Srl.
MF Dow Jones 24.06 16:03 – *La7: Bernabe’, mandato a Mediobanca e’ esplorativo
Dowjones
Telecom Italia,modello Trentino per passaggio rame fibra-Bernabè
TRENTO, 24 giugno (Reuters) – Telecom Italia (TLIT.MI: Quotazione) suggerisce di utilizzare il modello Trentino per il passaggio dalla rete in rame a quella in fibra ottica.
Lo ha detto il presidente esecutivo di Telecom Italia, Franco Bernabè, ricordando che nella Regione in questione l’investimento viene fatto da una società a capitale misto pubblico privato e che il piano prevede, nel medio periodo, l’uscita dell’operatore pubblico “a un rendimento di mercato”. La proprietà della rete rimarrebbe quindi del gruppo telefonico.
“Credo che tutta Europa dovrebbe guardare con grande attenzione alla sperimentazione che viene fatta qua”, ha detto Bernabè durante un convegno dell’Associazione degli operatori di rete in Europa (Etno).
“L’esperimento trentino è innovativo, è un laboratorio”, ha aggiunto. “E ha una complessità tale da potere essere trasportato a livello nazionale”.
intanto provo a fare un salto da telecom il supporto 0,895 dovrebbe essere forte
sinceramente, anche se sembro palesemente inflazionato perchè ho una posizione sul titolo, a questi prezzi è corretto fare posizione…
Che chiusura , nessun segno di ricoperture , ma dove vogliono arrivare , mi pare siamo gia’ al limite del canale rialzista o sbaglio ?
Vabbe’ che dire..buon week end e speriamo che le cose si mettano meglio !!
la chiusura mo è stata come doveva essere, rimangono bassi i volumi di scambio, quindi ancora tutto da vedere se sarà sufficiente o meno i minimi toccati.
La situazione è critica perchè la speculazione potrebbe colpire come in grecia e i CDS sono una conferma perchè da qualche gg che sono schizzati a rialzo compresi quelli di telefonica tanto per avere un riscontro.
Il settore ad ogni modo sarà difensivo in questa fase ma se il fib scenderà tit seguirà, a meno che i soci forti mettino argine alle vendite,anche perchè con questi scambi lo possono fare. Diverso il discorso su Unicredit che ancora ha un altissimo volume di scambio, segno che la speculazione ribassista è al gran lavoro….
ciao e buon fine settimana..
Il cloud TI compie nove mesi Ma rimane ancora un mistero
Pochi i dati forniti dalla società per quella che, a tutti gli effetti, si pone come una delle principali sfide per non diventare semplici bit carrier
di Cinzia Meoni – 25-06-2011
UNIVERSO VIRTUALE Il futuro di Telecom Italia è avvolta nella nuvola del cloud. Un termine di moda e che in pratica significa un’offerta di servizi mirati dalla rete per l’utente, in questo caso, business. Non un outsourcing tradizionale, ma la virtualizzazione dei servizi in uno spazio esterno, condiviso, sicuro, raggiungibile on demand e quindi vantaggioso per l’azienda.
Il progetto è partito lo scorso 20 settembre e vi sono destinati fino al 2012 all’incirca 30 milioni di investimento. E finora, i numeri resi noti dal gruppo di tlc dicono ben poco. Anzi. In nove mesi la società ha raggiunto «700 clienti nella fascia top (su 15mila complessivi della fascia, ndr)», spiega Simone Battiferri, responsabile Top clients di Telecom Italia. Di conti non se ne parla. Anche se poi Battiferri ricorda come l’obiettivo è quello di raggiungere il 30% del mercato dei servizi cloud in tre anni che, al 2013, dovrebbe presentare un valore compreso tra 400-600 milioni di euro al 2013. Ovvero 120-180 milioni di euro per Telecom Italia (65-70 milioni la previsione iniziale prevista sul 2012). Un orizzonte tutto sommato modesto, viste le dimensioni di Telecom che ha chiuso il 2010 con un fatturato di 27,57 miliardi. Tanto più che, a livello mondiale, si parla di un giro d’affari sul 2010 di 68,3 miliardi di dollari che dovrebbe salire a 150 miliardi entro il 2014. Più che i singoli numeri, il cloud rappresenta per Telecom una delle principali sfide del prossimo futuro visto che, come è sempre più evidente, la redditività si sta spostando dalla gestione della rete, ormai utility a tutto tondo, al ventaglio di proposte offerte in rete ai singoli utenti. Per anni difatti vi è stata un’identità tra strutture e servizi. Ma non è più così: i servizi vengono erogati in grande misura da chi non è operatore di tlc. Occorre cambiare pelle. La rete diventa elemento indispensabile per trasferire contenuti e servizi ad alta marginalità ai propri clienti, un presupposto per la vendita di altri servizi con cui fare utili. E in questo mondo senza confini, dove diventa fondamentale, da un lato, proteggere il valore del brand e il proprio bacino di riferimento e, dall’altro, stringere le necessarie alleanze per allargare l’offerta e trattenere i propri utenti. Ecco il motivo per cui per Telecom Italia è fondamentale muoversi nella direzione del cloud, e anche alla svelta prima di ridursi a mero bit carrier a tutto vantaggio della concorrenza che in rete è internazionale. Per il gruppo guidato da Marco Patuano, quindi, è fondamentale fare presto per poter sfruttare l’enorme pubblico per cui Telecom Italia è ancora il brand tlc di riferimento. E infatti il cloud è diventato la parola d’ordine di tutti gli operatori tlc e isp, grandi ma anche piccoli. Insomma, dopo aver subìto negli anni una concorrenza sempre più aggressiva nel mobile e fisso, anche in questo territorio nuovo e ancora da esplorare l’ex monopolista si trova a dover affrontare agguerriti rivali. «Rispetto ai colossi It internazionali, Telecom Italia offre al cliente un servizio a 360°, che include telecomunicazioni e informatica, con un unico interlocutore e con una qualità di servizio “end-to-end”, considerando che la gestione della rete è un elemento fondamentale per potere garantire un’elevata qualità del servizio», sostiene Battiferri, che poi aggiunge: «L’offerta si avvale delle infrastrutture tecnologiche del gruppo e di un servizio di assistenza distribuito su tutto il territorio unico tra gli attori del mercato». Ma comunque vada la sfida del cloud è inevitabile. Lo dimostra anche una recente indagine di Symantec, «Virtualization and Evolution to the Cloud Survey 2011», effettuata su oltre 3.700 intervistati di 35 Paesi (200 sono italiani). Dallo studio emerge che ormai anche in Italia la virtualizzazione dei server è molto diffusa (84%) e ben il 77% delle aziende sta considerando l’adozione di cloud ibride/private. Più in dettaglio il 54% delle aziende italiane sta aumentando la virtualizzazione di server. Per ora, come evidenziato dalla ricerca, si tratta ancora di una fase embrionale ma già nel prossimo futuro, almeno nelle intenzioni, più della metà delle imprese contattate da Symantec metteva in conto di virtualizzare applicazioni del database, le applicazioni web, le mail, le applicazioni del calendario e le applicazioni Erp. Ed è solo l’inizio, tanto più che l’offerta di applicazioni si moltiplica di giorno in giorno. Insomma il business c’è e le prospettive, al di là dei dati prudenziali forniti da Telecom Italia, sembrano incoraggianti. Quello che rimane da capire è se Telecom riuscirà a vincere la sfida, almeno nel Bel Paese, con i colossi It e tlc internazionali.
La strategia dei dividendi? Ha sempre una marcia in più
Rhodes (M&G): «Non solo Usa ed Europa: anche Brasile e Australia offrono buone opportunità»
di Massimiliano Malandra – 25-06-2011
I dividendi forniscono sempre una marcia in più. Come evidenzia il grafico (qui sotto in pagina), i titoli dell’S&P che staccano cedole hanno rendimenti molto più elevati sia dell’indice che di quelli che, al contrario, non remunerano periodicamente gli azionisti. Per quale motivo? «Disciplina finanziaria e giusto mix sono i due pilastri su cui si reggono le extraperformance di questi titoli – spiega Stuart Rhodes, gestore del fondo Global Dividend di M&G – Sul mercato americano vi sono per esempio 90 società che hanno aumentato il dividendo ogni singolo esercizio negli ultimi 25 anni. Ma, seppure in misura inferiore, titoli del genere se ne trovano anche sui listini europei, in Australia e in alcuni mercati emergenti».
E la tecnica di investimento è di sicuro redditizia: negli ultimi dieci anni, ad esempio, complici le due crisi, l’S&P ha perso il 5%, mentre il rendimento total return delle società che staccano cedole è stato del 145 per cento. «Non basta un rendimento del dividendo elevato e il fatto che sia sostenibile, ma serve la capacità del management di saperlo aumentare – continua il gestore di M&G – A quel punto anche le quotazioni del titolo saliranno, senza contare che in questo modo si riduce il tempo in cui un investimento si ripaga. Insomma, il focus deve essere la crescita del dividendo, non lo yield». Nel 2006 il cfo di Johnson & Johnson, società che da 47 anni consecutivi aumenta il dividendo, ricordava che come primo atto all’inizio di ogni esercizio fiscale il management incrementava la cedola: è un’affermazione importante in quanto pone la società nell’ottica di proteggere e remunerare l’investitore prima ancora di pensare a progetti di acquisizione o nuovi investimenti. Gli Stati Uniti, è vero, valgono il 45% della capitalizzazione mondiale, offrono elevati standard di disciplina finanziaria e di attenzione agli investitori oltre a un ampio track record, ma i dividendi non sono faccenda solo americana. «L’Australia, per esempio, non è un’economia legata esclusivamente alle commodity e ha uno dei maggiori tassi di crescita dei dividendi reali a partire dal 1900, senza contare un trattamento fiscale favorevole – analizza Rhodes – In Europa gli standard finanziari variano molto da un Paese all’altro e spesso le pressioni politiche sono più a favore di chi lavora in azienda piuttosto che degli azionisti, ma le opportunità non mancano. Infine, anche nei Paesi emergenti, ormai, si hanno esempi importanti di attenzione agli shareholder, ad esempio in Brasile: qui la legge impone che almeno il 25% dei profitti sia girato agli azionisti – prosegue – e le prospettive di lungo termine dell’economia rimangono promettenti e le opportunità per le società di creare valore notevoli». E così, nel portafoglio di M&G Global Dividend Fund il Nord America pesa per il 38%, l’Europa per il 21%, la Gran Bretagna per il 13%, l’Australia per l’8%, il Brasile per il 7,4% e l’Asia per il 9,5%: «Nel continente asiatico non consideriamo però il Giappone – conclude il gestore di M&G – Dal punto di vista dell’investitore value focalizzato sui dividendi, i titoli del Paese non offrono alcun interesse».
La rete mobile diventa personale
Connessione rapida, anche nelle zone a scarsa copertura. Per aziende e privati, grazie alle femtocelle che Telecom Italia sta per lanciare. Le imprese potranno utilizzarle per migliorare la copertura di rete cellulare negli uffici, oltre che per avere servizi aggiuntivi di nuova generazione. È una novità perché le femtocelle sono apparati finora adoperati, nel mondo, solo per lo scopo più banale: l’estensione della copertura. Le aziende (o le famiglie) le collegano alla propria rete a banda larga, senza bisogno di tecnici esterni, e ottengono una cella di rete mobile tutta per sé. Da usare per telefonate, sms, internet. A seconda della grandezza dell’area da coprire, possono installare una o più femtocelle.
È una soluzione per le zone raggiunte poco o male dal segnale di rete mobile, ma serve anche per avere una maggiore velocità reale di connessione internet. La sola precondizione è avere una rete a banda larga fissa (per esempio Adsl), che funge da ponte tra la femtocella e la rete principale dell’operatore mobile. Il prodotto è disponibile da qualche mese anche in Italia, con l’offerta Vodafone. Telecom si aggiungerà nei prossimi mesi, «cominciando la fase di test a luglio – dice Sandro Dionisi, direttore Telecom Italia Lab –. La nostra femtocella, oltre alle classiche funzioni di copertura, abiliterà servizi aggiuntivi di nuova generazione». Dato che la femtocella copre un’area ristretta, l’utente che vi si collega è localizzato in un posto preciso. La rete aziendale apprende così, per esempio, che è appena arrivato in ufficio e quindi gli manda sul cellulare i messaggi con l’agenda della giornata e le comunicazioni dei colleghi. Oppure la femtocella informa la rete che l’utente è disponibile a ricevere video chiamate sul computer dell’ufficio. Allo stesso modo un negozio può decidere che la femtocella mandi un messaggio pubblicitario o un buono sconto agli utenti che vi si avvicinano. «Sono ipotizzabili anche servizi evoluti per famiglie», dice Dionisi. Come avvisare i genitori che il figlio è rientrato da scuola o ricordare al figlio che il pranzo è in forno. È difficile prevedere se e quali servizi si diffonderanno, visto che le femtocelle hanno debuttato da poco: nel 2011 se ne sono vendute 1,37 milioni ma si passerà a 5 milioni nel 2012, secondo Infonectics; 54 milioni nel 2015, secondo Abi Research.
E ora arriva anche il kit di sviluppo per femtocelle. È quanto ha realizzato Telecom Italia, in collaborazione con Alcatel-Lucent e Accenture. Il kit, basato sulle indicazioni del Femto Forum, è una sorta di cassetta degli attrezzi che permette agli sviluppatori di ideare applicazioni, utilizzabili sulle femtocelle. Le quali quindi diventano come una piattaforma su cui possono germogliare servizi.
l’adsl fa da ponte
Come funziona
1. L’offerta. L’azienda sottoscrive l’offerta dell’operatore valutando le proprie specifiche esigenze: potrebbe avere bisogno di più femtocelle, a seconda della grandezza degli ambienti della sede.
2. L’installazione. Quando riceve gli apparati necessari, l’azienda può installarli senza grosse difficoltà: è sufficiente collegare le femtocelle all’Adsl o alla rete locale via ethernet.
3. La configurazione. Per configurare la femtocella, si collega via browser da un pc oppure le si manda un sms: in questo modo si stabilisce quali numeri di cellulare possono collegarsi e si configurano servizi evoluti.
Le applicazioni
La femtocella può essere utilizzata in azienda per varie funzioni, che potranno aumentare grazie alla disponibilità di kit di sviluppo di apps. Ecco alcuni esempi:
Copertura. Può aumentare la copertura dei servizi voce/internet in azienda
Comunicazione business. L’utente appena collegato viene informato via sms che ci sono messaggi per lui da parte dell’azienda
Disponibilità. L’apparato informa via sms responsabili e colleghi che un certo utente è appena arrivato vicino alla femtocelle e quindi è disponibile
Pubblicità. La femtocella in un negozio manda coupon, messaggi pubblicitari ai passanti
Lontano dagli occhi, ma non lontano dal cuore
Nuovi strumenti per il controllo dei pazienti
MILANO – In Italia le prime esperienze di telemedicina risalgono alla fine degli anni 70, quando si cominciarono a inviare a distanza gli elettrocardiogrammi. La cardiologia sembra fatta apposta per essere “teletrasmessa”, visto che i dati dell’attività cardiaca sono in gran parte elettrici. Così, non a caso la cardiologia è il settore in cui la telemedicina ha fatto passi da gigante: oggi l’ipotesi di farsi monitorare costantemente il cuore, magari anche se si è sani, non è più futuribile.
In questi giorni, ad esempio, è in partenza un progetto pilota che coinvolge il Centro Medico Sanpietro di Milano, Telecom Italia e STMicroelectronics. Ciascuno dei partner contribuisce con le proprie specificità: gli specialisti del centro medico; la soluzione di telemonitoraggio Nuvola IT – Home Doctor di Telecom Italia, che utilizza le nuove tecnologie del Cloud Computing, sperimentata con il nome di MyDoctor@Home presso l’Azienda Ospedaliera Molinette di Torino e in fase di diffusione in Piemonte su 5 mila pazienti in ospedalizzazione domiciliare in 3 anni; la soluzione integrata di ST, che garantisce la flessibilità necessaria alle specifiche esigenze di medici e pazienti. A 20 cardiopatici sarà applicato un “cerotto” sul petto che potrà rilevare tracciato cardiaco, ma anche frequenza respiratoria, attività motoria e posizione del corpo. Il sensore invierà allarmi in base al protocollo clinico, dati significativi rilevati e, su richiesta del medico, l’intero elettrocardiogramma a un cellulare in dotazione al paziente.
Dal cellulare i dati saranno automaticamente trasmessi a una centrale operativa dove i cardiologi, 24 ore su 24, potranno valutare la situazione e, ad esempio, chiamare il paziente per chiedergli come sta o consigliargli una visita se vedono qualcosa di anomalo. Una vera sentinella del cuore, come spiega il direttore sanitario del Sanpietro, Marcello Ruspi: «Il punto critico è garantire in ogni momento la presenza di un adeguato numero di cardiologi nella centrale operativa, per far fronte alle richieste che potrebbero verificarsi contemporaneamente. È questione di organizzazione: il futuro è questo, e verosimilmente entro breve questo tipo di tecnologia potrà essere offerto a moltissime persone. Penso, ad esempio, a chi per lavoro viaggia molto e vuole essere monitorato e seguito ovunque si trovi, anche se magari non ha avuto particolari problemi cardiaci, sfruttando la pervasività delle reti radiomobili che consentono di essere connessi praticamente in ogni luogo. Un monitoraggio a tutto tondo come questo potrebbe essere vantaggioso anche per gli anziani che vivono soli, oppure per chi abita in aree isolate e lontane da presidi di pronto soccorso».
Un altro esempio di impiego di queste tecnologie è la sperimentazione in corso presso il Centro Cardiologico Monzino di Milano, dove un dispositivo in grado di accendersi e registrare i dati, inviandoli ai cardiologi solo in caso di anomalie del ritmo, è utilizzato per un periodo di 7 giorni su pazienti con sospette aritmie. «Il progetto dovrebbe coinvolgere un migliaio di pazienti nel giro di un anno, da gennaio ne stiamo seguendo più di 200 — racconta Gianluca Polvani, responsabile di Telemedicina Cardiovascolare al Monzino —. Lo stiamo sperimentando sia per la diagnosi di soggetti con sintomi di aritmie, sia per il controllo di pazienti con fibrillazione atriale. Oggi prima di avere una diagnosi e iniziare un trattamento possono passare settimane dalla comparsa dei sintomi, “perse” fra la visita cardiologica, l’applicazione di un holter cardiaco, la valutazione dei risultati: con un monitoraggio continuo di questo tipo, invece, nel giro di un paio di settimane il paziente ha già la cura più adatta per lui».
Al Monzino da anni vengono seguiti in telecardiologia i pazienti reduci da un intervento cardiochirurgico, attraverso un protocollo che si è guadagnato una certificazione ISO ed è diventato un modello internazionale da seguire: il paziente, nella tranquillità di casa sua, fa l’elettrocardiogramma, misura la pressione, il peso, risponde ad alcune domande degli operatori che telefonano regolarmente (come in reparto, c’è il “giro” dei medici al mattino, dopo pranzo e alla sera). Il telemonitoraggio dura fino a tre settimane dopo le dimissioni dall’ospedale, copre cioè il periodo più critico per le complicazioni post-intervento; il Centro ha già seguito a casa un migliaio di pazienti, riducendo del 55% i costi rispetto a un ricovero in riabilitazione cardiovascolare. «Gestiamo a domicilio il 15-18% degli operati, potremmo arrivare al 40% — dice Polvani —. In futuro avremo un numero sempre maggiore di strumenti per il monitoraggio a distanza: sono in arrivo sensori che “prevedono” lo scompenso cardiaco e ci consentiranno di prevenire crisi acute richiamando tempestivamente il paziente in ambulatorio. Un paziente cardiovascolare su due potrebbe essere seguito a distanza grazie alla telemedicina». Servono però “centrali” di analisi e gestione dei dati; al Monzino con tre medici e tre infermieri gestiscono circa mille pazienti. Ampliare le possibilità di tele-monitoraggio, insomma, non sembra impossibile.
E. M.
26 giugno 2011
riporto il commento per averlo a portata di mano i livelli…
Se penso che eravamo a questi livelli l’anno scorso sui minimi a 18.000 , abbiamo anche sforato …mah
telecom è prossimo al setup astrale del 23 giugno che preannuncia il reverse che permetterà la chiusura del gap down lasciato aperto post dividendo.
Primo segno a riguardo sarà offerto a superamento della resistenza intraday a 0.9410 sopra la quale il titolo si proietterà al successivo 0.9520-0.9570, dove mi attendo una fase altalenante prima di accelerare per la fascia critica posta tra 0.97-0.975.
Decisivo, se questo sarà lo scenario, il superamento di quota 0.983 proiettando TIT a ridosso dell’euro, dove è rimasto aperto un piccolo gap down tra 1.005-1.007, utima prima di riagganciare area 1.0250-1.03 e volare a copertura di gap down 1.0640-1.0790 una volta messa alle spalle l’ostica 1.0330.
TIT disegnerà un primo stop al tentativo rialzista con la perdita di 0.9150-0.9130 che riproporrà il test sui minimi di periodo a 0.9085 sotto il quale si posizionerà prima a 0.895 e successivamente a 0.8830-0.88.
agg grafico astro..
veramente mo, con tit eravamo su questi livelli con minimo a 0.8765 nella settimana dell’11 giugno 2010 e il fib segnava un minimo a 19330…
SAP in partnership con Telecom Italia per la Nuvola italiana
SAP ha annunciato una partnership con la Nuvola di Telecom Italia su Business All-in-One e ha proposto una prima dimostrazione dell’appliance HANA (High-performance Analytic Appliance)
Con alcune tappe importanti , commerciali e di prodotto , per SAP si è chiusa l’edizione italiana del SAP World Tour 2011, l’appuntamento annuale con l’innovazione dedicato all’ecosistema SAP, con circa 1300 partecipanti. In sintonia con i temi base del cloud computing e della business analytics, SAP ha annunciato una partnership con la Nuvola di Telecom Italia e ha proposto una prima dimostrazione dell’appliance HANA (High-performance Analytic Appliance) per quello che la società tedesca definisce in-memory computing . Telecom Italia e SAP offriranno soluzioni gestionali, e in particolare il programma Fast Start per Business All-in-One, attraverso la piattaforma di cloud computing della Nuvola Italiana di Telecom Italia.
Grazie al suo motore di analisi in tempo reale il software HANA, che nel caso specifico girava su hardware Fujitsu, è in grado di analizzare enormi quantità di dati eterogenei in modo rapido e flessibile, presentandoli in forma semplice a qualunque utente ne abbia bisogno per prendere velocemente decisioni strategiche. HANA abbina componenti software SAP ottimizzati per l’hardware di partner che vanno da Fujitsu a IBM a Cisco e abilita applicazioni analitiche specifiche che consentono processi complessi come previsione e pianificazione.
Anche la nuova versione di BusinessObjects BI ed EIM 4.0 è stata sviluppata per consentire analisi in real time grazie all’ottimizzazione per l’utilizzo con HANA. L’impegno di SAP nello stabilire la roadmap di sviluppo di HANA sta tutto nell’affermazione che l’appliance sta al centro di tutta la trasformazione futura del software di SAP. Alcune indiscrezioni indicano che in tema cluod sta per essere annunciata dopo l’estate HANA App Cloud che costituirà la base di almeno quattro data center in tutto il mondo alcuni gestiti direttamene altri in colocation con centri gestiti da partner. Al momento HANA è disponibile come sistema on-premise su macchine X86 ( ad esempio Proliant per HP o Primergy nel caso di Fujitsu). Se da un punto di vista tecnologico la cosa più interessante di questo SAP World Tour 2011 è HANA, dal punto di vista di mercato, soprattutto del mercato italiano ricco di realtà imprenditoriale medio piccole , la stella del World Tour è stata la collaborazione di SAP con l’offerta di cloud computing di Telecom Italia. Grazie alla partnership gli applicativi gestionali saranno disponibili per le imprese senza la necessità di dotarsi di infrastrutture e know-how dedicati e con significativi benefici in termini di efficienza e costi promessi tradizionalmente dal cloud computing. In particolare, le imprese potranno accedere direttamente dal sito http://www.nuvolaitaliana.it al configuratore Fast Start, che consente la selezione online delle funzionalità della soluzione SAP più adatte alle proprie esigenze, ottenendo una stima dei costi e la rapida implementazione dell’applicazione prescelta in ambiente Cloud. Il Configuratore permette di valutare e scegliere solo i processi e le funzionalità effettivamente necessari, rendendo in questo modo la soluzione in grado di adattarsi e crescere nel tempo parallelamente alle esigenze dell’azienda utilizzatrice. I clienti potranno in questo modo dotarsi di una soluzione gestionale flessibile e modulare, in grado di integrare tutti i processi di business rilevanti per l’azienda (dalle vendite agli acquisti, dalla gestione del magazzino alla contabilità) limitando l’impiego di risorse e investimenti iniziali a fronte di un canone mensile comprensivo anche della connettività dedicata, della gestione, della manutenzione e del servizio di assistenza specialistica.
La presentazione di HANA e la stipula dell’accordo con Telecom Italia sono stati l’occasione per Agostino Santoni, amministratore delegato di SAP Italia, di tornare sul tema particolarmente sentito del contributo che l’ICT può dare allo sviluppo dell’innovazione in Italia, con una precisazione riguardante il tema della mobilità , il più sentito dai partecipanti all’evento : “Se da un lato l’Italia è tradizionalmente caratterizzata da una limitata innovazione tecnologica, da una produttività del lavoro relativamente bassa e da una crescita contenuta o addirittura stagnante, dall’altro è anche un Paese avanzato dal punto di vista della telefonia, in cui si contano in media due telefoni cellulari per abitante e circa 100 milioni di contratti telefonici. Il mondo della mobility rappresenta quindi una grande opportunità e offrendo applicazioni business direttamente sui dispositivi mobili, ci proponiamo di diffonderne l’utilizzo ai fini dell’efficienza e dell’efficacia aziendale, mettendo in moto una locomotiva dell’innovazione che può attraversare tutto il Paese, a prescindere dalla dimensione organizzativa, dalla specializzazione industriale e dal settore di appartenenza”. Ricordando il valore strategico dell’acquisizione di Sybase , Santoni puntualizza che “ L’innovazione tecnologica è guidata dal consumatore e dal cittadino e tramite i dispositivi mobili le applicazioni vengono consumate in modo diverso anche in azienda”. Quella che Santoni definisce come “IT Democracy” finisce per cambiare il modo i fare business delle imprese. La tecnologia di Sybase che permette alle aziende di accoppiare i dispositivi dalle applicazioni anche in mobilità, “ fornisce uno strato di middleware per lo sviluppo di applicazioni device indipendent. La chiave dell’innovazione diventa l’interfaccia utente e le applicazioni vanno sviluppate in modo da essere “esposte “ con coerenza non solo sul desktop, ma anche sui terminali mobili.
La7, in autunno trasmissioni HD in prima serata
di Mauro Notarianni | 26-6-2011
Dall’autunno tutti i programmi trasmessi in prima serata sul canale 507 saranno in alta definizione nativa. Entro l’anno seguiranno tutti gli altri. Nel frattempo Il MUX 4 di Telecom Italia, che veicola i canali La 7 HD, La 7 test 3D e La7 test Mosaico è stato da qualche settimana attivato in Lombardia e più recentemente in Piemonte.
La7 è stata l’ultima ad abbracciare i canali HD ma la scelta ora pare convincere molto l’azienda. Nel corso della recente presentazione dei palinsesti, infatti, è stato annunciato che dall’autunno il canale La7 HD (sul 507 della numerazione LCN) trasmetterà tutti i programmi della prima serata in HD nativo (ribattezzato per l’occasione Real HD), risoluzione 1080i e audio Dolby Digital 5.1. I programmi realizzati in studio verranno girati e trasmessi in alta definizione; inizialmente si partirà con la prima serata ma entro la fine dell’anno, l’emittente conta di trasmettere in HD anche tutti gli altri programmi.
Nel frattempo Il MUX 4 di Telecom Italia, che veicola i canali La 7 HD, La 7 test 3D e La7 test Mosaico è stato da qualche settimana attivato in Lombardia e più recentemente in Piemonte. Le frequenze riservate sono 54 UHF o 55 UHF (a seconda dell’impianto) per gli impianti trasmissivi (coprono tutto il territorio regionale): Eremo, Monte Mottarone, Monte Giarolo, Oropa, Bricco dell’Olio, Novara, Moncalieri, Mombaruzzo, Azzano, Asti). Eseguendo una risintonizzatone i canali compariranno rispettivamente sul 507 (La7 HD), 529 (La7 test 3D), 800 (La7 test Mosaico).
Bernabè, mandato a Mediobanca per potenziamento Telecom Italia Media
(Teleborsa) – Roma, 24 giu – “Crediamo che La7 abbia un grande potenziale di sviluppo, forse da soli non ce la facciamo” ed è per questo che il Presidente di Telecom, Franco Bernabè dichiara di “aver dato un incarico esplorativo a Mediobanca per vedere se ci sono modi per potenziare La7, con il contributo di altri soggetti”. Franco Bernabè si è così espresso in occasione dell’Innovation Workshop a Trento, specificando che si tratta di ‘”un incarico esplorativo” e che “non è detto che darà risultati”. Immediata la reazione del titolo di Telecom Italia Media e Media che a Piazza Affari, dopo le parole di Bernabè ha virato in positivo ed ora segna un guadagno dell’1’44% scambiando a 0,233 dopo aver toccato anche massimi di 0,2399 euro per azione.
Telecom Italia – cala a luglio il costo delle chiamate verso Decade 5
Telecom Italia annuncia una riduzione dal 1° luglio dei prezzi per le chiamate dal telefono di casa le numerazioni con prefisso 55, relative a servizi telefonici nomadici di altri operatori. Sarà eliminata la distinzione tra fascia oraria intera e ridotta e il nuovo prezzo al minuto sarà di 1,40 cent. Resterà invariato l’importo alla risposta di 15,73 cent. I prezzi indicati sono IVA inclusa e la tariffazione è basata sugli effettivi secondi di conversazione. Alle chiamate verso prefisso 55 non si applicano eventuali agevolazioni previste da offerte sul traffico attive sulla linea del cliente
Il governo riconosce il primato di Telecom sulla NGN
Il governo è disponibile a riconoscere a Telecom Italia soldi ed esclusiva per la Rete di Nuova Generazione.
Alla fine sembra che il Governo Berlusconi abbia accolto le richieste di Telecom Italia per Fiberco, la società per la banda larga di nuova generazione in fibra ottica che, entro il 2020 dovrà coprire il 50% delle abitazioni, partendo da subito da 6 città e in particolare da Milano. Lo ha deciso il tavolo di lavoro presso il Ministero dello Sviluppo economico sulla questione banda larga.
Telecom Italia riceverà un indennizzo di 500-600 euro per ogni linea che migrerà dal rame alla fibra: in pratica è un indennizzo valutato tra gli 11 e i 13 miliardi di euro per l’intera rete in rame.
Telecom inoltre, se vorrà, potrà esercitare il diritto di acquisire l’intera NGN al termine della sua realizzazione. In pratica prima la Rete era Telecom Italia, domani la Rete sarà ancora Telecom.
agg intraday
primo segno di forza sopra 0.905 e allungo prima tra 0.9110-0.9140 e successivamente a superamento di 0.9150-60 sul critico 0.9215-0.9250 che dovrà superare confermandosi sopra 0.9330 ultimo prima di riagganciare area 0.95..
Il ribasso proseguirà con la perdita di 0.8850-30 che trascinerà il titolo a 0.88 e più sotto sul limite massimo di 0.8765-50 dove è visto ritorno di denaro prima di perderlo per ara 0.82..
Mediobanca (Francoforte: 851715 – notizie) spunta un progresso modesto dello 0,77% a 6,55 euro stamani a piazza Affari dopo che venerdì scorso si è appreso da una fonte che nell’esercizio 2010-2011, che chiude a fine mese, si profila un utile netto intorno ai 500 milioni di euro, contro un consensus di 570 milioni e un risultato netto di 401 milioni dell’anno precedente.
Equita stima 440 milioni di euro, includendo la svalutazione per 130 milioni di Telco con Telecom Italia (EUREX: TQIF.EX – notizie) svalutata da 2,2 euro a 1,8 euro per azione. “Crediamo che i 500 milioni includano la svalutazione di Telco anche se ovviamente non sappiamo a che prezzo”, precisano gli analisti.
L’indicazione arrivata venerdì sembra quindi almeno coerente con le stime di Equita se non leggermente migliore. Intanto si va verso un patto più leggero in Mediobanca, appare infatti sempre più probabile l’uscita di alcuni soci esteri dal patto di sindacato (Santander (Madrid: SAN.MC – notizie) con l’1,7% e Sal Oppenheim con l’1,8%) che potrebbe portare quindi a una riduzione della quota sindacata di Mediobanca (oggi al 44,3%), opzione gradita al management
Il Sole 24 Ore Radiocor) – Milano, 27 giu – Continua a crescere il numero degli italiani che navigano in Internet utilizzando il proprio cellulare. Secondo le ultime stime di Nielsen, nel primo trimestre 2011 gli internauti via “mobile” sono saliti a quota 13 milioni, il 34% in piu’ rispetto allo stesso periodo del 2010 e in crescita di ben 5 milioni di unita’ rispetto a due anni fa. Dalla rilevazione Nielsen appare evidente la correlazione tra la crescita degli accessi a Internet da cellulare la diffusione degli smarthphoner, che sono ormai posseduti da oltre 20 milioni di italiani, il 52% in piu’ di un anno fa. Secondo Nielsen, il sorpasso degli smartphone sui telefoni tradizionali potrebbe avvenire entro la fine del 2011. Cop
Cellulare sostituira’ tessere di plastica (Il Sole 24 Ore Radiocor) – Roma, 27 giu – “Si stima che nel 2014 il 10% degli utenti di telefonia cellulare fara’ massiccio uso di applicazioni Near field communication (Nfc): se pensate che in Italia ci sono 100 milioni di sim, potete rendervi conto ancora meglio delle prospettive di sviluppo”. Cosi’ l’amministratore delegato di Telecom Italia, Marco Patuano, a proposito dell’Nfc, la tecnologia emergente che consente, tramite connessione wireless a corto raggio, di effettuare una serie di servizi attraverso cellulari abilitati: autenticazioni, identificazioni, pagamenti e gestioni di fidelity card. I telefonini sostituiranno cosi’ badge e tessere, diventando strumenti multiuso. Telecom Italia ha deciso di puntare forte sullo sviluppo dell’Nfc ma e’ in buona compagnia. “In Europa – ha spiegato Patuano nel corso di un incontro dedicato proprio a questa tecnologia incombente – per quello che noi chiamiamo G5, ovvero l’unione dei cinque piu’ grandi operatori europei di tlc, Telecom Italia, Orange, Deutsche Telekom, Telefonica e Vodafone, questo e’ un progetto strategico. Percio’ abbiamo scritto congiuntamente ai produttori di telefoni sollecitandoli a dotare di tecnologia Nfc tutti i telefoni, non solo quelli piu’ costosi”. Nel frattempo, “a partire dal prossimo Natale, la maggior parte dei telefoni di gamma alta avra’ gia’ l’Nfc. E proprio oggi Samsung ha dichiarato che nel 2012 tutti i suoi telefoni saranno dotati di questa tecnologia”. Il progetto, ha sottolineato Patuano, “vede l’interesse delle grandi banche, oltre che di Visa e Mastercard”. Perche’ l’Nfc si sviluppi nei tempi previsti, pero’, e’ importante che nessuno dei player in campo parta sviluppando uno standard diverso “perche’ l’interoperabilita’ – osserva Patuano – e’ fondamentale”. fil
Nfc, Patuano: “Tecnologia matura, ma per decollo mercato serve ecosistema”
A Roma il convegno di Telecom Italia per fare il punto sull’evoluzione e i progetti portati avanti a livello internazionale in materia di Near Field Communication. Il presidente Bernabè: “Tecnologia importante per veicolare nuove iniziative in un momento difficile dell’economia”
“La tecnologia Nfc è matura, ma per fare in modo che il mercato decolli è necessario che ciascuno faccia la sua parte in un’ottica di ecosistema”. Marco Patuano, amministratore delegato di Telecom Italia, lancia l’appello ai competitor ma soprattutto a tutta la filiera coinvolta nei progetti basati sulla tecnologia di prossimità Near Field Communication, dai produttori di device mobile a quelli di apparti pos, dalle banche agli esercenti commerciali.
Il punto sull’evoluzione tecnologica e sui progetti portati avanti a livello internazionale che permettono e permetteranno ancor più in futuro di trasformare il cellulare in un vero e proprio borsellino elettronico e di dematerializzare centinaia di card (da quelle per la raccolta punti ai badge aziendali, passando per gli abbonamenti e in ultima analisi ai documenti di identità) è stato fatto oggi a Roma in occasione del convegno “Open The door to new services: Near Field Communication”, ospitato nella splendida cornice di Villa Miani, i cui principali invitati erano i Top Clients dell’azienda di Tlc. Sul palco oltre all’Ad anche il presidente Franco Bernabè: e si sono alternati con interventi mirati a scandagliare questioni tecniche e relative alla security Lucy Lombardi (Industry Releations and Roaming) Cesare Sironi (Responsabile Innovazione e Industry) e Damiano Toselli (Responsabile Security).
Al dibattito hanno preso parte anche Jean-Daniel Ayme, responsabile del Mobile business europeo di Samsung, il quale ha annunciato che entro il 2012 tutti i cellulari prodotti dall’azienda coreana saranno dotati di tecnologia Nfc, e Olivier Poiou, ceo di Gemalto, società che si occupa di security. E la tavola rotonda che ha fatto seguito agli interventi istituzionali ha visto a dibattito Giuseppe Biesuz (Trenord), Giampaolo Codeluppi (Atm), Riccardo Genghini (Studio notarile Genghini) e Stefano Quintarelli (Sole 24Ore) moderati dal professore Roberto Sacco (Enter-Bocconi).
La questione nodale è quella dell’interoperabilità delle piattaforme: “Bisogna aumentare al massimo la standardizzazione dei sistemi”, ha detto Patuano ricordando che l’E5, il gruppo formato da Telecom Italia, Orange, Deutsche Telekom, Telefonica e Vodafone nei giorni scorsi ha inviato una lettera a tutti i produttori di device mobili per spingere l’immissione sul mercato di un numero più elevato di telefonini abilitati alla Nfc. “Stiamo lavorando insieme con i produttori per fare in modo che anche i telefoni di fascia bassa siano presto dotati della tecnologia in modo da spingere il mercato di massa”, ha puntualizzato l’Ad di Telecom Italia ricordando che secondo stime Gartner nel 2014 il 10% dei cellulari a livello mondiale sarà dotato di Nfc. “In Italia ci sono 100 milioni di sim, quindi va da sè che si tratta di un’evoluzione molto importante”. “Realisticamente – ha aggiunto – nell’arco di uno, due anni, assisteremo al debutto vero del mercato: a Natale prossimo sotto l’albero arriveranno molti modelli di cellulare basati su Nfc e non solo di categoria high end”.
Da parte sua il presidente Bernabè, che ha aperto i lavori, ha puntato i riflettori sulla “necessità di passare all’azione tutti insieme”. “Google ha annunciato che nei prossimi mesi ci saranno circa 500 applicazioni Nfc nel sistema Android. Apple si prepara a dotare di tecnologia Nfc l’iPhone5. Il mercato insomma si sta muovendo ma se ognuno andrà per la propria strada sarà difficile far decollare in tempi brevi la tecnologia. C’è troppa frammentazione e invece è indispensabile mantenere l’unitarietà”. Bernabè ha inoltre puntualizzato che Nfc non è solo mobile payment: “Le funzionalità abilitabili sono moltissime: da quelle di mobile ticketing al couponing passando per l’advertising. Spetta alle aziende il compito di ideare applicazioni funzionali al loro business”
In occasione del convegno si è fatto il punto anche sui principali progetti operativi a livello mondiale: è già considerata una best practice mondiale il trial commerciale di Nizza portato avanti su iniziativa di Orange. “L’esperienza di Nizza è importante – ha detto Bernabè – perché ha coinvolto tutta la filiera e persino lo Stato che si è fatto garante della partecipazione di tutti”.
Telecom Italia sta portando avanti una serie di progetti a partire da quello insieme con Atm per la validazione dei biglietti per gli ingressi in metropolitana a Milano: “Il trial si è concluso e ora i cittadini milanesi dotati di dispositivi Nfc possono tranquillamente usare il cellulare, al posto delle classiche card per abbonamenti, per accedere ai varchi”. Il progetto si prepara ora ad essere esteso a Ferrovie Nord.
Patuano e Bernabè hanno entrambi rimarcato il ruolo che Telecom e più in generale gli operatori di Tlc puntano ad avere nella partita: “Non abbiamo alcuna intenzione di sostituirci alle banche. Ciascuno deve continuare a fare il proprio lavoro mettendo a fattor comune competenze e punti di forza e l’obiettivo per tutti deve essere di far decollare il mercato”.
27 giugno 2011
di Mila Fiordalisi
agg intraday..
prese di profitto sulla prima resistenza 0.9010-0.9040 che rimane per la prossima seduta quella che dovrà scavalcare per allungare il tratto sulla successiva posta tra 0.9230-0.9250.
Positivo e di continuazione il superamento di 0.9330-60 che trascinerà la volata all’aggancio dell’ostica 0.9550-0.9610 e più sopra sulla granitica 0.97-0.9720.
Primo segno d’ingolfamento del tentativo di recupero sarà la perdita di 0.8940…
Telecom I.: Asati, azienda renda pubblico rapporto Deloitte
MILANO (MF-DJ)–L’ennesima diffusione di stralci di capitoli del Rapporto Deloitte che Telecom I. farebbe bene a pubblicare integralmente per trasparenza verso il mercato, conferma che le richieste di Asati all’attuale vertice dell’azienda erano fondate.
Quanto si legge su articoli di stampa pubblicati su internet, spiega una nota di Asati (Associazione Azionisti Telecom Italia), conferma che la vicenda delle sim false in Telecom e’ molto grave.
Tra l’altro, anche alla luce dell’ennesimo scandalo su spioni e faccendieri relativo alla presunta P4 scoppiato nel 2011, andrebbe approfondito da parte della Magistratura napoletana se vi siano collegamenti con le attivita’ illecite e con i dossier illegali emersi nel 2001-2007, periodo oggetto del Rapporto Deloitte i cui esperti hanno prodotto una ricognizione su quanto emerso durante la gestione Pirelli.
Ormai emergono numerosi indicatori di anomalie che vanno al piu’ presto sviscerati per non deprimere ulteriormente i corsi di Borsa dei titoli Telecom I., societa’ che continua a subire pesanti deficit, non solo di immagine, in assenza di decisioni sull’avvio delle azioni di responsabilita’.
I primi termini di prescrizione, conclude la nota, sono fissati a settembre 2011 e si stanno avvicinando. com/ofb
Telefonici sotto pressione in Europa dopo allarme utili Cable & Wireless Worldiwde
Aggiornato 28.6.11 11:35
I telefonici perdono terreno in Borsa. A innescare le vendite, con lo Stoxx Europe 600 Telecommunications che cede quasi lo 0,7%, è il profit warning lanciato questa mattina da Cable & Wireless Worldiwde. La compagnia inglese ha infatti annunciato che gli ordini inferiori alle attese e più lenti del previsto potrebbero impattare sul margine operativo lordo (Ebitda) 2011/2012 che potrebbe essere un 5/10% “sotto le attuali attese del mercato”. Immediata la reazione del management. Il gruppo inglese attivo nel settore della telefonia ha infatti annunciato un cambio al vertice. L´amministratore delegato Jim Marsh lascia la società, con effetto immediato. Il suo posto viene preso dall´attuale presidente di Cable & Wireless Worldiwde, John Pluthero. Notizie che stanno letteralmente affossando il titolo che cede circa il 24% sulla Borsa di Londra, su livelli minimi che non vedeva dal luglio 2010.
Telefonia sotto i riflettori anche in Italia. Sarebbe pari a 3,1 miliardi la base d`asta per le frequenze digitali per la telefonia mobile. E´ quanto si apprende da “Il Sole 24 ore”. La base d`asta è dunque superiore ai 2,4 miliardi comunicati in precedenza. “Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro i prossimi trenta giorni – si legge nella nota diffusa ieri dal ministero dello Sviluppo economico – Le aziende che saranno ammesse alla gara avranno ulteriori 30 giorni di tempo per presentare le offerte economiche. Tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre avrà luogo la seduta pubblica per l´apertura delle offerte e, a seguire, lo svolgimento dell´asta”. E continua: “Con l’attivazione della procedura di gara l’Italia sarà tra le prime nazioni europee ad assegnare le suddette frequenze all’industria della telefonia mobile, aprendo di fatto la strada all’era del 4G e riaffermando il primato italiano nel panorama mondiale di questo settore”. A Piazza Affari Telecom Italia riesce a strappare un risicato segno più: il titolo registra un +0,11%.
l’asta per le frequenze è sicuramente una delle cause della debolezza di tit che dovrà tornare sul mercato obbligazionario per finanziarla, anche perchè non era prevista a così breve distanta, come più volte ammonito da franco bernabè..
Opzione TIM Young: sms e Internet per i giovani a 6 euro al mese
La compagnia telefonica Telecom Italia Mobile ha lanciato da qualche settimana una nuova opzione, davvero molto interessante, pensata per tutti i clienti al di sotto dei 30 anni o di età pari a 30 anni. Un’offerta pensata per i più giovani, quindi, che propone Internet ed sms ad un prezzo molto conveniente.
Vediamo più nel dettaglio quali sono le caratteristiche di questa opzione: con TIM Young si avranno a disposizione 1 GB di traffico dati da consumare in un mese attraverso apn wap.tim.it, direttamente sul cellulare, e ben 1000 sms che potranno essere utilizzati verso tutti gli operatori nazionali.
Il canone mensile di TIM Young è, normalmente, di 9 euro ma fino al 4 settembre 2011 l’offerta è in promozione lancio a 6 euro: chi approfitterà di tale iniziativa potrà mantenere l’opzione con il canone scontato per sempre.
L’offerta non è valida per i cellulari BlackBerry o per l’uso di applicazioni per il Voip o P2P. Non è compatibile con le offerte Tutto Comprese, con tutte le offerte dati a tempo di TIM, né con le opzioni sms.
Per attivare TIM Young basterà accedere nella pagina dedicata presente sul sito ufficiale dell’operatore e seguire le istruzioni sullo schermo.
ma avranno anche finito di vendere , nemmeno nel 2009-2010 mi ricordavo tante sedute negative…
allora ricordi male, nel 2009-10 era diversa la volatilità ma le vendite erano davvero insistenti e voluminose, mentre ora si perde meno al giorno con volumi che faticano a superare i 50mln.
Questa diversità cmq, se non saranno recuperati livelli di resistenza come per esempio 0.9710-0.9750 e in seguito 1.0330, è da considerare più pericolosa perchè distributiva nel tempo, facendoti perdere un pochetto al giorno per anni…
Quello che conta per tit ma così per tutti gli altri titoli, è uscire da questa spirale di perdite soft facendo credere che si è prossimi al rimbalzo che non verrà se non dopo la nausea il vomito e lo svenimento…
il ribasso degli ultimi periodi, quello per intenderci insediato dalla perdita della gann 1×1 sul fib, è molto simile nei modi e nei tempi a quello pesantemente vissuto negl anni 90 dove, prioprio come oggi, la speculazione di SOROS contro la nostra lira, ci costrinse all’uscita dallo sme e a una monovra lacrime e sangue di oltre 90.000 miliardi di vecchie lire di amato per evitare il default… come vedi nulla di nuovo sotto il sole…
ricordo che allora il ribasso ebbe inizio nel 1986 da 908 punti di indice comit e terminò a 349 nel settembre 1992…
Mentre, anche se abbiamo un indice che non tocca i suoi massimi da oltre 10 anni, in questa fase ribassita si sono avuti due periodi discreti di rialzo uno della dura di 4 anni chiuso nel 2007 e questo che se dovesse perdere i livelli citati sarebbe di 2 …quindi è da attendersi che il prossimo sarà di 1 anno il successivo di 6 mesi, ricalcando quanto visto in giappone che da oltre 20 anni naviga poco distante dai suoi minimi…….
tanto a livello intraday telecom ha dato una buona prova di vitalità riconquistando 0.90 che per ora non conferma di avere perso…vediamo se troverà anche la forza per riconquistare i livelli critici citati per dare corso a un rimbalzo degno di nota…
Si diciamo che siamo piu’ per il ribasso che per una speranza di recupero , pero’ dicesti che qualche titolo dovrebbe andare in controtendenza nel caso di mercato bear , se telecom fosse cosi dovrebbe reagire ora o sbaglio?