UniCredit Banca: ritracciamento si, ritracciamento no

Scritto il 15/05/09 alle ore 08:41:25 da

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Articolo scritto da fabrizio
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da fabrizio

UniCredit, dopo il raggiungimento del target da me previsto , prolunga il movimento  sotto la gann  a 2.25, chiudendo onda4 di un movimento di natura impulsivo ribassista, composto da cinque onde tre delle quali che si sviluppano nella direzione dell’impulso nominate 1-3-5 e due in controtendenza o correttive nominate 2-4.  In questo tratto, UniCredit, perfora in sequenza dall’alto verso il basso le prime due medie mobili veloci, evidenziando un segnale di attenzione che se prolungherà sotto la terza media mobile veloce di colore verde a 1.73, confermerà di essere in fase di consolidamento di breve termine che permetterà il ritracciamento di onda4 tra il 38.2%-50% di Fibonacci equivalente all’area 1.6450-1.4580 euro, trovando una zona particolare di supporto qual è 1.52-1.506 estremamente importante.

 Se questo scenario si concreterà, e il titolo sarà in grado di arginare l’ipotetica fase correttiva a pull back citato, il titolo confermerà di aver la forza per ripristinare la tendenza rialzista di breve con primo movimento all’attacco dei massimi fatti segnare in onda4.

Inversamente, se UniCredit prolungherà il tratto correttivo sotto la gann discendente di colore rosso, o in ogni caso bucando a ribasso l’area 1.43-1.40, confermerà la struttura ribassista in onda5 con successivo target visto in appoggio sulla gann viola in fascia 1.15-1.12 euro , la cui tenuta sarà vitale per evitare  di andare a chiudere un piccolo gap up rimasto aperto nella risalita sistemato tra 1.02-1 euro. Ad ogni modo, se il contesto di mercato porterà UniCredit a ritracciare in area 1, il potenziale ribassista di onda5 e visto significativamente più basso e comunque a verifica del minimio fatto segnare nel marzo scorso a 0.6665 euro.

Unicredit, eviterà questa fase di possibile ritracciamento se confermerà prima, la figura a martello disegnata nella seduta di ieri, trovando la forza di passare a rialzo il massimo della candela a 1.943 confermando il superamento in chiusura di giorno, e in seguito di perforare dal basso verso l’alto la media mobile di colore viola il cui raggio d’azione nelle prossime sedute è visto tra 2.04-2 euro. Infatti, un eventuale superamento a rialzo della quota 2.0825, riproporrà l’attacco all’ostica fascia evidenziata dal massimo di onda4 a 2.25 e dal transito della gann ascendente di colore rosso che nelle prossime sedute  fino alla fine di maggio troverà contatto tra 2.25-2.32 euro.

L’analisi grafica degli oscillatori di forza e direzione conferma la fase di debolezza e la possibilità di andare in appoggio sui livelli di supporto citati evitando il ritracciamento solo con il mantenimento del primo supporto citato a 1.73 euro.   

il grafico daily di unicredit banca  evidenzia la struttura ribassista con relativi livelli operativi.

il grafico daily di unicredit banca evidenzia la struttura ribassista con relativi livelli operativi.


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Attenzione: I consigli operativi e tutte le informazioni riportate in questo articolo e nei relativi commenti sono semplicemente un supporto didattico, hanno natura di consigli e non si tratta di una sollecitazione al pubblico risparmio; ogni decisione che potrà derivare dalla lettura è presa da ciascuno in piena autonomia e a proprio rischio.


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152 Commenti a “UniCredit Banca: ritracciamento si, ritracciamento no”

  1. fabrizio says:

    fabrizio says:
    August 12, 2011 at 12:44 pm (Edit)

    Unicredit si trova a ridosso dell’area critica intraday posta tra 1.0380-1. che potrebbe favorire prese di profitto che nel metre che scrivo sono già in atto, trovando valido supporto sul primo supporto utile intraday tra 1.02-1.0150 che, se sarà in grado di tenere, riprederà a salire nell’intento di passare i massimi di giorno a 1.0450 per l’aggancio a 1.06-1.0650.

    Per il breve-medio, cioè da qui ai prossimi tre-sei mesi, il titolo potrà sperare di andare sotto 1.45-1.50 solo se sarà in grado di mantenersi nelle fasi di lettera a cavallo dell’euro, senza cedere il supporto a 0.97 e in seguito nelle fasi di rialzo, superare la prima resistenza degna di nota sistemata tra 1.20-1.25. Nel dettaglio le resistenze intermedie sono: 1.057-1.0620 e successivamente a 1.1510..

    Quindi, il titolo è ancora molto fragile su grafico daily e il rimbalzo visto è più che fisiologico e in ogni caso da considerare semplice ritracciamento fintanto che sarà visto sotto 1.15-1.18…

  2. fabrizio says:

    Unicredit teme il contenzioso austriaco

    La banca guidata da Ghizzoni fa accantonamenti per il rischio legale Bvs accusa un’ex controllata di Ba di appropriazione indebita di fondi di società dell’ex Germania Orientale. E chiede 128 mln più interessi

    Possibili guai giudiziari in salsa austriaca per Unicredit. Come si apprende dalla relazione alla semestrale, alla voce «Rischi derivanti da pendenze legali», infatti, negli anni scorsi la controllata di Piazza Cordusio «Ba (già Bank Austria Creditanstalt Ag) è intervenuta, in favore del convenuto Akb Privatbank Zurich Ag (ex controllata di Ba e già Bank Austria Schweiz Ag) in una causa legata a presunte rivendicazioni del Bvs (già Treuhandanstalt), l’ente pubblico tedesco di ristrutturazione dei nuovi Lander». Sostanzialmente, spiega la relazione semestrale, si afferma che l’ex controllata avrebbe preso parte all’appropriazione indebita di fondi di società dell’ex Germania dell’Est.
    Nel dettaglio, Bvs chiede un risarcimento danni per circa 128 milioni di euro, oltre agli interessi dal 1992 e alle spese. A giugno 2008 la Corte distrettuale di Zurigo aveva rigettato la richiesta di Bvs, a eccezione dell’importo di 320mila euro; ma entrambe le parti avevano fatto appello. Nel marzo 2010, poi, la Corte d’appello di Zurigo ha riformato l’esito del primo grado, condannando Ba a rifondere ai concorrenti la somma di 240 milioni di euro. Contro la decisione è stato proposto ricorso in Cassazione, a Zurigo, con richiesta di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza, concessa nel maggio 2010. La causa proseguirà nel merito dinanzi alla Cassazione. Nel febbraio 2011, poi, Ba ha depositato un appello finalizzato alla revisione, basato su fatti nuovi, dinanzi a un’altra Corte di Zurigo. Tale procedimento è stato sospeso il 2 maggio scorso, ma la sospensione non dovrebbe durare fino alla decisione della Corte di Cassazione: piuttosto, spiega la relazione semestrale, «fino a quando la Corte Federale avrà deciso in merito alla possibilità di un ulteriore appello». Insomma, il contenzioso resta aperto e la banca guidata dall’ad Federico Ghizzoni non sembra essere esente da rischi. È per questo che nella relazione si afferma che «sono stati effettuati accantonamenti per un importo ritenuto congruo a quello che risulta essere allo stato il rischio di causa».
    Sempre dalla stessa relazione, si apprende che l’esposizione di Unicredit verso titoli di debito sovrano austriaci ha un valore di bilancio pari a 2,6 miliardi, rispetto ai 26,89 miliardi verso la Germania, agli 1,52 verso la Repubblica Ceca e ai 7,61 nei confronti della Polonia. Da ricordare che il gruppo italiano può contare su un massiccio presidio dell’Est Europa: è presente in Austria tramite la controllata Bank Austria, in Germania con Hvb, in Polonia con Bank Pekao e in Repubblica Ceca attraverso Unicredit Bank Czech Republic.
    Nel complesso, spiega la banca milanese nella relazione semestrale, al 30 giugno 2011 il valore di bilancio delle esposizioni sovrane rappresentate da titoli di debito ammontava a 91,57 miliardi, di cui il 90% concentrato su sette Paesi tra i quali proprio Austria, Germania, Polonia, Repubblica Ceca e Italia. In particolare il Belpaese, l’esposizione verso il quale ha un valore di bilancio di 38,66 miliardi (il dato complessivo, includendo anche istituzioni finanziarie non sovrane e Abs, ammonta a 42,7 miliardi), rappresenta il 42% del totale, ossia quasi la metà. Quanto al restante 10% del totale delle esposizioni sovrane in obbligazioni, pari a 9,15 miliardi in termini di valore di bilancio, esso è suddiviso fra 32 Paesi, tra i quali Stati Uniti (168 milioni), Irlanda (50 milioni) e Portogallo (56 milioni). Ieri a Piazza Affari le azioni Unicredit hanno ceduto lo 0,66 per cento.

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