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Articolo scritto
da fabrizio
Piazza affari chiude in netta flessione nel giorno dell’Obama day, con il Mibtel a -1.21% a 14359 punti mentre lo Spmib fa peggio con -1.87% a 18024 punti. Il settore che più ha pesato negativamente sulla performance della borsa di Milano è il bancario, in scia al tracollo del settore in Europa e negli Stati Uniti. Tra i titoli più venduti, Unicredit che scivola a nuovi minimi dell’anno a 1.347 con una perdita di oltre il 7% nel giorno della riunione del comitato di governance dell’istituto. Da segnalare per la cabala ,che UniCredit con la perdita di oggi, porta a oltre il 30% la svalutazione dal 7 gennaio scorso. Ad ogni modo, la maglia nera è andata al Banco Popolare che lascia sul campo oltre l’8% chiudendo a 4.11 euro sulla percezione che l’istituto è patrimonialmente debole. Male anche Intesa Sanpaolo e il Banco Popolare di Milano rispettivamente con perdite per la prima del 4.2% e la seconda del 5.6%. Unica in controtendenza è vista Mediobanca in rialzo del 2.7 % a 7.47 euro.
Al contrario, il settore del lusso, grazie al recupero del dollaro archivia una seduta in sostanziale tenuta con Luxottica in rialzo dell’1.25% a 11.34 mentre Bulgari chiude appena sopra la parità a 3.5375 in rialzo dello 0.35%. Contrastato il settore delle telecomunicazioni che vede Fastweb in rialzo del 1.34% a 18.90 dopo una mattinata trascorsa in profondo rosso di oltre il 2%. Tiscali porta la maglia nera del settore con una perdita di oltre il 5% a 0.5415, fa segnare un nuovo minimo assoluto. Telecom Italia, dopo una giornata a cavallo della parità, chiude la sezione in ribasso dello 0.73% a 1.0850 con volumi sotto tono nell’attesa di nuove dal fronte Argentina.
I titoli che si salvano in questa giornata di vendite sono pochi e legati al settore delle Utility con Terna e Snam rete gas a cavallo dell’1% rispettivamente a 2.45 con l’ 1.77% e 4.0675 con 0.81%. Contrastata Enel che dopo una buona partenza, ripiega sul finale dello 0.51% a 4.3575 euro nell’attesa di concludere su Endesa. Bene il settore alimentare con Parmalat che conferma la buona intonazione chiudendo in rialzo per il secondo giorno del 2.57% a 1.237 euro. Per finire, grande delusione da Fiat che dopo l’annuncio dell’alleanza con Chrysler era visto in rialzo di oltre il 4%, ma con il passare del tempo, non ha retto alle vendite terminando la seduta in perdita di 1.34% a 4.42 euro.
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Attenzione: I consigli operativi e tutte le informazioni riportate in questo articolo e nei relativi commenti sono semplicemente un supporto didattico, hanno natura di consigli e non si tratta di una sollecitazione al pubblico risparmio; ogni decisione che potrà derivare dalla lettura è presa da ciascuno in piena autonomia e a proprio rischio.
BORSA: chiude in calo, Spmib -1.87%
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Piazza affari chiude in netta flessione nel giorno dell’Obama day, con il Mibtel a -1.21% a 14359 punti mentre lo Spmib fa peggio con -1.87% a 18024 punti. Il settore che più ha pesato negativamente sulla performance della borsa di Milano è il bancario, in scia al tracollo del settore in Europa e negli Stati Uniti. Tra i titoli più venduti, Unicredit che scivola a nuovi minimi dell’anno a 1.347 con una perdita di oltre il 7% nel giorno della riunione del comitato di governance dell’istituto. Da segnalare per la cabala ,che UniCredit con la perdita di oggi, porta a oltre il 30% la svalutazione dal 7 gennaio scorso. Ad ogni modo, la maglia nera è andata al Banco Popolare che lascia sul campo oltre l’8% chiudendo a 4.11 euro sulla percezione che l’istituto è patrimonialmente debole. Male anche Intesa Sanpaolo e il Banco Popolare di Milano rispettivamente con perdite per la prima del 4.2% e la seconda del 5.6%. Unica in controtendenza è vista Mediobanca in rialzo del 2.7 % a 7.47 euro.
Al contrario, il settore del lusso, grazie al recupero del dollaro archivia una seduta in sostanziale tenuta con Luxottica in rialzo dell’1.25% a 11.34 mentre Bulgari chiude appena sopra la parità a 3.5375 in rialzo dello 0.35%. Contrastato il settore delle telecomunicazioni che vede Fastweb in rialzo del 1.34% a 18.90 dopo una mattinata trascorsa in profondo rosso di oltre il 2%. Tiscali porta la maglia nera del settore con una perdita di oltre il 5% a 0.5415, fa segnare un nuovo minimo assoluto. Telecom Italia, dopo una giornata a cavallo della parità, chiude la sezione in ribasso dello 0.73% a 1.0850 con volumi sotto tono nell’attesa di nuove dal fronte Argentina.
I titoli che si salvano in questa giornata di vendite sono pochi e legati al settore delle Utility con Terna e Snam rete gas a cavallo dell’1% rispettivamente a 2.45 con l’ 1.77% e 4.0675 con 0.81%. Contrastata Enel che dopo una buona partenza, ripiega sul finale dello 0.51% a 4.3575 euro nell’attesa di concludere su Endesa. Bene il settore alimentare con Parmalat che conferma la buona intonazione chiudendo in rialzo per il secondo giorno del 2.57% a 1.237 euro. Per finire, grande delusione da Fiat che dopo l’annuncio dell’alleanza con Chrysler era visto in rialzo di oltre il 4%, ma con il passare del tempo, non ha retto alle vendite terminando la seduta in perdita di 1.34% a 4.42 euro.
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