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Articolo scritto
da fabrizio
Giornata contrastata per Piazza Affari, dopo un’apertura in leggero rialzo, perde forza e gira a ribasso con gli indici Mibtel e Mib30 che perdono rispettivamente dello 0.61% e 0.72%. Il movimento ribassista è caratterizzato dalla debolezza dei bancari con IntesaSanpaolo che lascia sul campo il 3.66% a 2.3050 e UniCredit, dopo un’apertura sopra l’importante soglia di 1.30, ripiega poco sotto facendo segnare in questi istanti 1.2720 in ribasso di poco più dell’1%. Altro settore che trova difficoltà oggi è il petrolifero con Eni in ribasso di otre 1.50% a 16.35 e Tenaris che veste la maglia nera con una perdita superiore al 4% a 7.34, mentre Saipem si posiziona a metà strada accumulando perdite superiori al 2% facendo segnare in questo momento 11.55 euro. Dall’altra sponda a sorreggere gli indici troviamo: Enel in rialzo di 1.40% a 4.36 in attesa dei dati preconsuntivi Telecom Italia che riconquista quota 1 euro sulle indiscrezioni di stampa che vedono Sky di Rupert Murdoch, prossimo a entrare nel capitale, anche nel caso rilevando la quota di Telefonica. Bene Tiscali che tenta il rimbalzo dopo un lungo periodo negativo, facendo segnare un allungo del 4% a 0.3875 euro. Il settore è galvanizzato anche dai dati di Vodafone che alza le stime per l’anno in corso.
Nel complesso comunque, gli indici milanesi e quelli europei rimangono sotto pressione in attesa di capire l’impatto che avrà sui mercati il piano anti crisi di Obama, e da una situazione tecnica che sta mettendo alla prova importanti supporti grafici. In un contesto caratterizzato dall’incertezza, si coglie un raggio di luce, proveniente dai tassi EURIBOR a tre mesi, quello applicato dalle banche sui prestiti trimestrali di deposito tra loro, sceso oramai ai minimio dell’aprile 2004 a 2.06% , segno che il denaro si è rimesso a circolare nel corretto modo e forse il peggio della crisi è messo alle spalle.
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Attenzione: I consigli operativi e tutte le informazioni riportate in questo articolo e nei relativi commenti sono semplicemente un supporto didattico, hanno natura di consigli e non si tratta di una sollecitazione al pubblico risparmio; ogni decisione che potrà derivare dalla lettura è presa da ciascuno in piena autonomia e a proprio rischio.
Borsa: Milano apre a rialzo poi ci ripensa e gira a ribasso
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Giornata contrastata per Piazza Affari, dopo un’apertura in leggero rialzo, perde forza e gira a ribasso con gli indici Mibtel e Mib30 che perdono rispettivamente dello 0.61% e 0.72%. Il movimento ribassista è caratterizzato dalla debolezza dei bancari con IntesaSanpaolo che lascia sul campo il 3.66% a 2.3050 e UniCredit, dopo un’apertura sopra l’importante soglia di 1.30, ripiega poco sotto facendo segnare in questi istanti 1.2720 in ribasso di poco più dell’1%. Altro settore che trova difficoltà oggi è il petrolifero con Eni in ribasso di otre 1.50% a 16.35 e Tenaris che veste la maglia nera con una perdita superiore al 4% a 7.34, mentre Saipem si posiziona a metà strada accumulando perdite superiori al 2% facendo segnare in questo momento 11.55 euro. Dall’altra sponda a sorreggere gli indici troviamo: Enel in rialzo di 1.40% a 4.36 in attesa dei dati preconsuntivi Telecom Italia che riconquista quota 1 euro sulle indiscrezioni di stampa che vedono Sky di Rupert Murdoch, prossimo a entrare nel capitale, anche nel caso rilevando la quota di Telefonica. Bene Tiscali che tenta il rimbalzo dopo un lungo periodo negativo, facendo segnare un allungo del 4% a 0.3875 euro. Il settore è galvanizzato anche dai dati di Vodafone che alza le stime per l’anno in corso.
Nel complesso comunque, gli indici milanesi e quelli europei rimangono sotto pressione in attesa di capire l’impatto che avrà sui mercati il piano anti crisi di Obama, e da una situazione tecnica che sta mettendo alla prova importanti supporti grafici. In un contesto caratterizzato dall’incertezza, si coglie un raggio di luce, proveniente dai tassi EURIBOR a tre mesi, quello applicato dalle banche sui prestiti trimestrali di deposito tra loro, sceso oramai ai minimio dell’aprile 2004 a 2.06% , segno che il denaro si è rimesso a circolare nel corretto modo e forse il peggio della crisi è messo alle spalle.
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