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Crisi borsa: qualcuno già sapeva nel maggio 2007

Scritto il 11/11/08 alle ore 18:57:03 da

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Articolo scritto da fabrizio
Articolo scritto
da fabrizio

Non accenna a diminuire la tensione sulle banche anche dopo il rientro dei tassi interbancari a tre mesi al 4.34 dal picco di 5.35, di poco tempo fa. Infatti, è di oggi l’allarme di Joaquin Almunia, commissario degli affari economici e monetari della Ue che afferma: il sistema finanziario ha allargato la crisi in altri settori con enormi “buchi” degli swaps, alle compagnie assicurative, agli hedge fund. Questo stato di caos finanziario, sta minando seriamente la fiducia dei risparmiatori che, in preda al panico stanno liquidando tutto il possibile per rientrare da tutti gli asset finanziari.

Il settore che in questa fase si è dimostrato più liquido è comunque quello azionario, così stiamo assistendo a delle vendite coattive da parte di chi si è inficiato in prodotti tossici che non trovano scambio se non prossimi allo zero. Questa situazione, sta penalizzando molto i titoli azionari che quotando poco più di 5 volte gli utili attesi offrono rendimenti prossimi al 20%. Questo però non basta a fare scattare la molla degli acquisti perché, sono proprio loro: le banche, le case d’affari, gli hedge fund a essere venditori forzati, sapendo che stanno gettando insieme all’acqua sporca anche il bambino. Loro nel frattempo, i sapientoni, i guru, cosa vengono a raccontarci? Le solite storie: siamo dentro a una crisi mai vista, che tra poco l’economia sarà dentro una recessione, se non addirittura depressione e, che i parametri di riferimento dovranno essere ricalcolati e ripesati alla nuova realtà, perché gli utili delle società nell’ultimo decennio erano legati all’effetto leva di un’economia drogata. Si ragazzi, questi dopo avere fumato tutti i nostri risparmi, ci stanno dicendo candidamente che le aziende non saranno più in grado di produrre utili come in passato perché i soldi che servivano per sostenere l’economia non ci sono più. Così “loro”, oltre alla beffa ci stanno riversando sulla capoccia le responsabilità di futuri fallimenti con relativi licenziamenti, mandando chissà quante persone in default famigliare.

Oramai è chiaro che stanno mettendo in atto una campagna mediatica per farci dimenticare il colpevole, spostando la causa della crisi finanziaria come un errore di sistema, di regole errate e via dicendo. Così da nascondere la motivazione vera per cui siamo a questi livelli, qual è l’avidità ottemperata all’illegalità perché, i sapientoni, prima di venire a raccontarci che il mondo era dentro a una crisi sistemica, nel maggio del 2007 sui mercati di tutto il mondo hanno venduto una quantità di titoli storica, realizzando in quella prima discesa di mercato dopo lo stacco dividendi, il volume di scambio più alto di sempre, sapendo che orami la festa era finita. Di conseguenza, chi sapeva ed era a conoscenza delle posizioni di portafoglio, si è liberato per tempo delle azioni, magari in difetto d’insider trading, e che ora lentamente in modo meschino sta rastrellando spargendo la voce che non è il momento di fare posizione perché non si ha visibilità su come si andrà a finire. Oramai, per chi è navigato, sa bene come funziona la divulgazione delle notizie sensibili dagli organi di stampa finanziaria sui mercati azionari che, in complicità con i grandi investitori, martellano fino allo sfinimento con notizie catastrofiche per i mercati negativi, esattamente opposte in mercati positivi.

Insomma, tutto questo ribasso è pilotato da mani forti, che stanno spostando l’asse di riferimento da una nazione storicamente forte economicamente come lo o forse meglio dire era l’America a un nuovo asse che, solo dopo questo storico processo sarà chiaro. Nel frattempo, queste mani forti, stanno giocando sulla pelle di noi delle nostre società, dell’avvenire dei nostri figli, in quando i risparmi che si sono persi erano una parte accantonati per loro e che ora, per chi ha realizzato la perdita non troverà mai più.

Certo, questa crisi come tutte le altre, troverà una fine, l’importante pero è che le nuove regole che si andranno a riscrivere dovranno essere a tutela del piccolo risparmiatore, mettendo nell’angolo l’avido gestore, togliendoli la possibilità di andare a vendere allo scoperto in fasi negative di ciclo economico le azioni di società quotate.

Queste vendite a parere mio hanno ragione d’essere solo nei momenti euforici di mercato, dove la vendita scoperta fa da calmiere a un eccesso di speculazione. Un atteggiamento corretto a questo mercato del caos a pare mio, è quello di avere una posizione corretta finanziariamente, così da resistere senza patemi a questo momento di difficoltà, avendo la certezza che in un futuro prossimo l’investimento azionario ritornerà a essere quello che da sempre ha dimostrato di essere il migliore investimento di sempre.


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Attenzione: I consigli operativi e tutte le informazioni riportate in questo articolo e nei relativi commenti sono semplicemente un supporto didattico, hanno natura di consigli e non si tratta di una sollecitazione al pubblico risparmio; ogni decisione che potrà derivare dalla lettura è presa da ciascuno in piena autonomia e a proprio rischio.


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4 Commenti a “Crisi borsa: qualcuno già sapeva nel maggio 2007”

  1. mo cuishle says:

    Grande Fabrizio , un post eccellente , grazie soprattutto per come porti il tuo sapere e la tua esperienza a tutti noi !!!

  2. mo cuishle says:

    grande post!

  3. john73 says:

    sono pienamente daccordo, ciao mo’

  4. angelo says:

    complimenti per il bellissimo articolo…

    buona serata

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