
Articolo scritto
da fabrizio
Come ogni anno, quando arriva la fine di novembre la speculazione che vive di borsa, si pone per cogliere quel movimento; creato artificiosamente da fondi, banche, gestori di patrimonio, noto a tutti come rally di fine anno, per abbellire e rendere più accattivante le proprie performance da presentare ai clienti. Quest’anno però, dopo undici mesi vissuti pericolosamente con gli indici che perdono mediamente tra il 45-50%, più che rally di fine anno occorre i fuochi d’artificio per dimenticare la paura di ogni giorno che, media e testate giornalistiche hanno trasmesso e scritto sulla crisi più pesante mai vissuta prima. Una crisi nata dal sistema finanziario, sfociata ora nell’economia reale le cui conseguenze sono da venire ma, visto i prezzi di borsa dimezzati nel corso d’anno, sarà pensante e duratura e coinvolgerà tutti i settori dell’economia. Infatti, quando i prezzi di borsa con oltre il 40% di perdita in pancia, trovano ancora la forza per scendere, è segno di un movimento strutturale con utili attesi notevolmente più bassi nei prossimi anni rispetto a quelli generati nei precedenti.
Una cosa che ho imparato nel corso di vent’anni di operatività è che la borsa non regala mai nulla. Se il prezzo di un determinato titolo è precipitato a un valore di minimo assoluto, dopo una fase ciclica di rialzo giunta al termine e le mani forti non lo sorreggono, è segno che non è ancora attraente: sia perché non ha scontato del tutto il peggio, sia perché le “mani forti” attendono successive vendite da parte di chi nella fase di rialzo per avidità ha costruito posizioni che dovranno essere smantellate a causa dalla perdita di margini. Il ribasso che stiamo vivendo in queste ultime sedute per me non dipende dai fondamentali che, a questi prezzi vedono il peggio nel primo semestre del 2009 ma forzato da posizioni da sistemare che non hanno più margini per essere mantenute.
Se questo scenario è quello che si rivelerà corretto, il rally di fine anno sarà monco, perché selettivo; premierà quei titoli che nella fase precedente di rialzo sono rimasti latenti o trascurati e quindi poco presenti nei portafogli dei grandi investitori, e poi perché ogni nuova fase di rialzo, avrà come protagonisti attori diversi dal precedente. Così, più che attendere il rally di fine anno, occorre pianificare le strategie d’investimento, ponendosi con la parte di capitale dedicato all’azionario, intervenendo nei momenti più difficili di borsa mettendo in cascina quei titoli che da sempre hanno distribuito utili e non trovano problemi di liquidità nei prossimi due anni. Il regalo di Natale quest’anno può rivelarsi unico, per chi saprà cogliere nel marasma in cui ci troviamo, quei pochi titoli che faranno da apripista al prossimo rialzo di borsa. Personalmente, ritengo il settore delle telecomunicazioni il più attraente e in particolare Telecom Italia che nei momenti più difficili lo sto accumulando.
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credo che la situazione descritta non possa essere molto diversa dalla reale!
L’evidente sottovalutazione di moltissimi titoli e a maggior ragione di chi ha presentato trimestrali ottime non rispecchiano il valore di borsa , segno che manca proprio la disponibilita’ di investire ,anzi ogni tentativo di rimbalzo viene prontamente azzerato , segno che qualcuno sta scaricando posizioni per necessita’ !
Ciao Fabri
Per me vale il rischio investire su un petrolifero potente e sorretto dal nocciolo duro statale come ENI .
Attualmente, ho acquistato 12000 pezzi a 16,01 E ,ha tutte le potenzialita’ e l’attrattiva per arrivare verso fine anno intorno ai 19 E con un gain quindi del 15% abbondante.
Io ci credo
Speriamo che prevalga l’ottimismo dell’investimento tosto che limmobilismo del materasso.
ciao mo cuishle, buona domenica a domani in chat, nella speranza di commentare qualcosa di meglio….
buona giornata a tutti
fabrizio
Ciao Darkvader, ENI è sicuramente un titolo che in futuro farà sempre utili, anche se nel breve graficamente mostra una certa debolezza.
Quello che potrebbe favorire il titolo, è un eventuale recupero a breve dell’euro sul dollaro, così da permettere alle materie prime compreso il petrolio di rimbalzare, trascinandosi a ruote i titoli del settore.
Condivido pienamente quando affermi di sperare che prevalga l’ottimismo dell’investimento, perché senza di quello non si va da nessuna parte.
ciao e buona domenica
fabrizio
ciao Fabrizio, condivido il tuo parere, anche se graficamente, la vedo , molto probabilmente, diretta a 11,80
ciao e buona domenica
Ciao John, infatti, nelle prossime sedute occorre vedere cosa ci attende. Il problema principale per Eni è un’impostazione critica dell’indice mib30 che, trova come ultimo supporto quota 19000 confermato in chiusura, sotto il quale si assisterà a un’accelerazione a ribasso con appoggio tra 16000-15700.
Eni, in queste condizioni d’indice mib30, perderà in sequenza il primo supporto a 15.40 che permetterà l’appoggio sul successivo 13.80- 13.16 e in seguito con la perdita di quota 13 euro, proprio dove hai detto John, in area 11.80-11.50.
Ciao e buona serata … forza MILAN
Fabrizio